“Decreto rilancio”: credito di imposta sui canoni di locazione di immobili ad uso NON abitativo

21Mag, 2020

Nell’articolo 28 del D.L.  rilancio si parla di credito imposta sui canoni di locazione di immobili ad uso NON abitativo destinati:

  • allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico
  • all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo
  • allo svolgimento dell’attività istituzionale per gli enti non commerciali

Chi può usufruire del credito di imposta?

  • imprese
  • professionisti
  • enti non commerciali

A patto che i ricavi o compensi non siano superiori a 5 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del D.L. rilancio.

Le strutture “alberghiere  e agrituristiche” possono invece  beneficiare del credito di imposta indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo di’imposta precedente.

Come calcolare il credito di imposta sui canoni di locazione?

Il credito di imposta è commisurato all’importo versato nel periodo d’imposta 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio.

Per le strutture turistico ricettive con attività stagionale con riferimento a ciascuno dei mesi di aprile, maggio e giugno.

Il credito di imposta è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa. Può essere utilizzato in compensazione, con altre imposte e contributi, successivamente all’avvenuto pagamento dei canoni.

Altre informazioni

Per il solo anno 2020, viene incrementato da 700.000,00 a 1 milione di euro il limite dell’ammontare, cumulativo dei crediti di imposta e contributivi che, in ciascun anno solare, possono essere: utilizzati in compensazione nel modello F24 ovvero rimborsati ai soggetti intestatari di conto fiscale con la procedura c.d. “semplificata”.

Il credito di imposta sarà pari :

  • al 60% dell’ammontare mensile dei canoni di locazione, leasing o di concessione dei suddetti immobili ad uso non abitativo
  • al 30% in caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda comprensivi di almeno un immobile ad uso non abitativo
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